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Libera l'imprenditore che c'è in te e crea la tua Libertà Finanziaria sul web!

 

Il mio nome è Max ed ho fondato bartamax.com quando mi sono reso conto che molti non dicono la verità sul web, non dicono davvero come si guadagna con e su internet:

dicono solo quello che le persone vogliono sentirsi dire.

Apri un blog, crei il tuo sito e-Commerce, lo automatizzi e giri il mondo in barca a vela mentre il tuo sito web continua a vendere sempre di più.

Per coloro che soffrono il mal di mare o la barca gli va stretta, possono rimanere in spiaggia guardando con un occhio il mare con l'altro il telefono che ogni minuto ci dice che abbiamo venduto qualcosa.

Sai cosa, voglio provarci anche io, del resto è tutto così facile, se ci riescono quei nerd insignificanti americani, io che discendo da Leonardo da Vinci in pochi mesi faccio i fantastiliardi!

Questo pensano molti leggendo i mirabolanti guadagni di alcuni personaggi del panorama www in Italia.

Le cose non stanno così!

Guadagnare soldi sul web per chi non è pratico di questo mondo, è più difficile che nel mondo reale, l'unica grande differenza è l'investimento monetario con cui iniziare:

enorme fuori, molto piccolo almeno all'inizio sul web.

Meglio una verità scomoda che una dolce bugia, quando si tratta di migliorare la nostra vita.

Niente paura, se molti hanno sprecato enormi quantità di tempo denaro ed energia è perché non sapevano la strada, si illudevano che dato il web è così enorme basta poco per fare i soldi.

Infatti hanno ragione, basta poco per farli, però bisogna azzeccare il giusto poco, altrimenti ci rimetterai sempre e comunque.

 

Su bartamax ci sono e vi saranno sempre di più consigli operativi:

  • Dove si guadagna di più?
  • Come si aumentano i clienti?
  • Come si stabilisce che sono vanity metrics o le chiavi segrete del nostro progetto?
  • Come si combattono i nostri limiti interni che frenano il nostro percorso?
  • Perché non trovi lavoro e come trovarlo.
  • Cosa conta davvero, guadagnare o risparmiare?
  • Come attirare il giusto tipo di visitatori?
  • Quali clienti sono i migliori?
  • Come riconoscere chi si fa perdere solo tempo e chi sta per comprare.

Queste ed altre domande trovano risposta su BartaMax, in modo pratico ed utile, non solo grandi castelli di carta campati in aria.

Alcuni Post sono e saranno più leggeri, ma il succo è in quelli pesanti:

metodi, tecniche, strategie e trucchi per svoltare, per essere di più di quello che eravamo e che avevamo ieri.

 

 

Successo Personale

caratteristiche positive uomo
Hands 462298 1920

Mentalità da Ricco: 7+1 Differenze con Mente Povera + Pensione

Sviluppare una mentalità da Ricco sembra essere impossibile per molte persone, non sono solo i soldi in più o in meno l’elementop chiave che frena certe persone, si può avere una mente povera anche con un paio di milioni di euro in banca…

Ci sono persone che hanno denaro e persone che sono ricche.”
(Coco Chanel)

Sviluppare una Mentalità da Ricco: 7+1 Differenze con la Mente Povera.

Differenza mente ricca mente povera:

Grazie a varie ricerche(americane per la maggior parte), è stato appurato che la differenza tra una persona ricca o almeno benestante ed un povero risieda nel numero di parole, vocaboli conosciuti ed usati giornalmente nelle proprie conversazioni:

a memoria senza ricontrollare le fonti, dovrebbero essere 500/1000 per il povero e 1500/2500 per le persone agiate.

Fosse solo questa la differenza, la distanza che separa gli uni dagli altri, credo che una soluzione pensandoci un po’ si potrebbe anche trovare, in fondo non la vedo questa grande difficoltà nel dover imparare prima ed usare poi 500/1000 vocaboli in più.

Il fatto è che non credo sia questo il nocciolo della questione:

il vocabolario limitato è solo un sottoprodotto del modo di pensare da “povero”, non la causa stessa dell’essere e rimanere nel bisogno.

Mancano 30 Milioni!

30 milioni, ma non di dollari, né euro, né sterline, mancano 30 Milioni di parole ascoltate a 5 anni di età.

In un periodo come quello da 0-3, 0-5, 0-7 anni di età in cui si forma il cervello ed i suoi percorsi neurali che contribuisce al 50-80%  dello sviluppo celebrale, ascoltare 30 milioni di parole in meno risulta determinante per formare il gap tra mentalità da ricco e la mente povera.

 

Differenza Mente Ricca Mente Povera:

200 millisecondi,  niente di più che un quinto di un secondo…

Anne Fernald all’epoca professoressa associata in psicologia all’Università di Stanford ha compiuto vari test sullo sviluppo 0-18 mesi e 0-24 mesi dei bambini delle due tipologie di famiglie, cioè ricche e povere.

A 18 mesi è risultato che i piccoli provenienti da famiglie meno abbienti impiegavano 200 millisecondi in più rispetto ai “bambini ricchi” a processare l’informazione e riconoscere l’oggetto corrente.

Non sono niente 200 millisecondi vero?

Be, pensate al vostro computer, ed aggiungete non 200 ma 10 millisecondi ad ogni operazione che fa:

essendo milioni, miliardi le operazioni che fa in continuazione , sarà decine centinaia di volte più lento!

Con meno esasperazione(forse ma non è detto), ma con gli stessi risultati vale anche per il cervello umano.

La Fernald non si è fermata qui, ha appurato che a 24 mesi di età i bimbi provenienti da ambienti poveri era no indietro di ben sei mesi, in pratica le loro capacità a due anni erano le stesse che un bambino ricco ha già ai 18 mesi(un anno e mezzo di età).

 

Nessun giudizio morale Ricco vs Povero, niente offese per nessuno, solo come stanno le cose…

Chiarisco che per poveri non intendo solo le fasce più emarginate della società, quanto l’insieme delle classi medio-basse, dove spesso lo stipendio è l’unico mezzo per arrivare al mese successivo.

Quando mi riferisco alla persona ricca e/o povera intendo e mi riferisco in particolare al loro modo di pensare e non solo agli zeri del conto in banca.

Comprendere le differenze dei due modi di pensare, di come sia diverso il modo di vedere le cose e i fatti che accadono intorno è il primo passo per fare finalmente il salto di categoria.

Vediamo quindi le 7+1 Differenze.

1) I poveri hanno grandi televisioni con schermi mastodontici…

Grande schermo LCD di colore nero.

Chi ha la mente da Povero è orgoglioso della sua enorme televisione che occupa il salotto ed il suo tempo libero.

I Ricchi hanno enormi librerie.

Veduta di una libreria personale.

Chi ha la mente da Ricco è grato ai libri che ha letto perché lo hanno aiutato a diventare una persona migliore.

 

Forse ve ne sarete già accorti della mia grande attrazione(quasi amore) per la lettura, ma lo ripeto, leggere è una delle attività dove il rapporto denaro investito verso utilità ricevuta è ai livelli più alti.

Nel tempo libero la maggior parte delle persone povere tende a fare attività che lo esonerano dal pensare, dall’apprendere, dal mettere in discussione ciò che sa o crede di sapere:

la TV in questo è perfetta, totalmente passiva e strutturata per intrattenere le masse in modo che non pensino troppo.

Colui che ha o vuole sviluppare una mentalità da ricco, occupa molto del suo tempo libero e spesso anche di quello lavorativo per pensare, per migliorare in qualche settore, in modo di conoscere meglio se stesso, gli altri ed il mondo che li circonda.

 

2) Il povero gioca per non perdere

    il Ricco gioca per vincere!

Ogni giorno la vita offre le sue opportunità, ma il vederle e saperle coglierle è cosa differente:

chi ha la mentalità da povero si preoccupa sempre di cosa può perdere, di come proteggersi dal rischio.

Molte persone non investono perché hanno paura di perdere, quando l’unico modo sicuro di perdere è non investire affatto:

il ricco sa questo ed inizia ad investire il prima possibile, sa che tutte non andranno a buon fine, ma non importa, alla fine il tempo ed i numeri lavorano a suo favore.

Non molto tempo fa parlando con un amico sotto iu quarant’anni mi spiegava come aveva investito i soldi di cui era venuto recentemente in possesso:

un piano così conservativo e con una aspettativa di rivalutazione quasi nulla che può andare pure bene se hai sopra i 112-118 anni, ma sotto i 100 è semplicemente una strategia stupida!

A 35 anni si deve essere più aggressivi, se hai qualche perdita hai tempo di ammortizzarla e recuperare con gli interessi:

quando però il tuo portafoglio d’investimento va bene fai il botto positivo e guadagni più con i tuoi soldi investiti che con il tuo lavoro 8/ore/giorno per 40 ore/settimana.

 

3) Il povero sa bene solo cosa non vuole…

    il Ricco sa precisamente cosa vuole e come farà ad averlo.

Un piccolo esempio gastronomico per rendere bene l’idea:

è come se al ristorante il povero quando gli viene chiesto cosa mangiare risponde che non vuole la carne di maiale, non vuole la pasta troppo condita, che non sia troppa, ma neanche mezza porzione ecc. ecc.

Il ricco alla stessa domanda risponde ordinando direttamente il piatto che desidera:

bistecca di fiorentina intorno ad un Kg, cotta solo il primo cm esterno con patate arrosto.

Sapere quello che si vuole è fondamentale:

il nostro inconscio, il nostro cervello è potentissimo nell’attivarsi per farci ottenere quello che desideriamo*

Esiste però un piccolo problema…

Come può aiutarci quando gli diamo continuamente migliaia di informazioni spesso in contrasto tra di loro, inoltre il nostro inconscio non funziona tanto bene con le negazioni:

non voglio questo, quello e quell’altro, ma non desidero neanche x oppure y o anche zeta…

Intanto il comando non è chiaro, troppe cose, troppe differenze, non c’è un unico singolo obiettivo, anzi non c’è nemmeno una direzione, gli stiamo dicendo solo cose che non desideriamo.

Quando va bene questi comandi contrastanti di segno negativo, verranno bellamente ignoranti e non cambierà niente, quando va male le nostre energie si attiveranno proprio per farci avere una delle cose che non volevamo(ricordo che l’inconscio non riconosce le negazioni).

Pensare, dire a se stessi, al proprio inconscio e cervello la frase “io non voglio perdere” verrà recepita ed attuata la parte in grassetto, il non viene bellamente ignorato:

è un darsi la zappa sui piedi da soli!

Mentalità Diverse…

Spostiamoci dall’altra parte e vediamo come la pensa il ricco:

Voglio avere successo con la mia impresa.

Il successo per me è raggiungere quota 100 clienti entro la fine dell’anno con acquisti medi di 1000 euro a cliente.

Tutto molto più semplice, sa cosa vuole e la strada necessaria per arrivarci, nonché le condizioni perché il suo desiderio possa dirsi soddisfatto:

la probabilità che quello da lui voluto si realizzi è enormemente superiore.

Pensare solo a quello che si vuole, che desideriamo ha anche un vantaggio temporale:

le cose che non vuoi sono praticamente infinite, portano grande spreco di tempo e di risorse mentali, contro un unico desiderio-volontà semplice chiara e ben definita.

 

4) Il Povero sogna in bianco e nero…

    il Ricco sogna a colori e soprattutto in grande.

Chi ha paura, chi si autolimita, chi non si crede degno di merito tende a sognare piccolo, ad accontentarsi, in fondo non si sta poi così male, sarà una delle sue fasi preferite di chiusura dopo essersi lamentato per ore su calcio, governo, Europa, sole, pioggia, caldo e freddo.

Chi ha una mentalità da Ricco sogna in grande, mira alto nel cielo, vuole colpire le stelle più grandi e lontane, in questo modo male che vada colpirà qualche stella vicina oppure la luna.

Chi aspira al successo, alla ricchezza che non è solo monetaria, non si pone mai dei limiti, al limite dei traguardi, dei Check-Point in cui controllare se la direzione è quella giusta, se ancora tali traguardi lo soddisfano, oppure ne vanno messi di nuovi ancora più difficili, più lontani, più ambiziosi.

Capisco non tutti possono essere geni, dei leader delle persone che cambiano il mondo, del resto anche io sono ben lontano da tutto ciò, ma…

Limitarsi pure nel sognare è stupido, è tarpare le ali al nostro essere in potenza, mettere dei paraocchi per non vedere le altre migliori strade:

quando è il padrone del cavallo lo posso pure capire, ma quando il cavallo mette i paraocchi da solo provo grande tristezza.

Forse non hanno tutti i torti a mettertelo allora!

 

 5) Le persone povere di spirito e di mente non si assumono mai le proprie responsabilità…

     Chi ha la mentalità da Ricco sa che la colpa o il merito di come vanno le cose è solo sua.

Sempre colpa degli altri, del governo, la concorrenza, la Cina e la sfortuna ecc. ecc.

Se non era per colpa loro a quest’ora sarei ricco sfondato, se non c’erano i prodotti cinesi avevo giusto in mente un’idea per diventare miliardario…

Certo come no, se non esistevano questi fattori ve ne sarebbero stati altri ed il risultato sempre lo stesso.

Il Ricco se ne sbatte di questo, o meglio ne prende atto:

le condizioni sono queste, governo, Cina e tempo sono fattori al di fuori della mia linea d’influenza attuale, quindi inutile pensarci per un solo secondo più del necessario.

Quello che si può cambiare è come io reagisco a questi fattori, alle condizioni esistenti o che stanno cambiando, niente altro è importante.

Cambiare il nostro modo di pensare e quindi in ultima analisi noi stessi è sufficiente, se ti guardi in giro vedrai che nonostante l’economia sottotono ci sono persone che creano imprese incredibili e redditi immensi.

Il Ricco avendo una mentalità dell’abbondanza sa questo e crea la sua strada prendendo su di se la responsabilità di come vanno le cose.

 

 6) Il povero non è pronto a fare quanto è necessario per emergere…

      Il Ricco non solo lo fa senza pensarci due volte, ma continua a farlo anche quando gli altri cedono.

Tutti vogliono avere molti soldi, essere ricchi, ma volerlo e basta non è sufficiente, se non sei disposto a fare quanto necessario per arrivare a tale punto.

Abbiamo visto sopra che il Povero non ha un messaggio, un desiderio chiaro da trasmettere al suo cervello, al suo inconscio ed all’universo intero, lui dice:

vorrei essere ricco, ma voglio anche guardare la tv la sera, farmi le mie belle ferie venti giorni al mare e non parliamo neanche di lavorare un minuto di più…

Ecco spiegato perché il mondo è pieno di lotterie, gratta e vinci ed altri concorsi a premi che ti faranno ricco senza faticare per niente, devi solo spendere qualche euro.

Chi ha la mentalità da ricco è pronto a lavorare tutto il giorno, tutti i giorni fino a che non ha raggiunto il suo obiettivo, non esiste altro per lui, è pronto a sacrificare hobby, tempo libero e quant’altro.

La sua dedizione è assoluta, il suo messaggio è chiaro, non ci possono essere dubbi, sa che non si arrenderà:

magari non andrà bene la prima volta, non andrà bene la seconda o anche la terza, quisquilie, bazzecole senza importanza, tutte lezioni che lo aiuteranno ad avere successo nella sua prossima impresa.

Se non sei pronto a rischiare il tuo tempo, la tua energia ed i tuoi soldi per diventare ricco, senza tra l’altro nessuna garanzia che questo accada, forse non sei pronto per diventare ricco.

Elon Musk era uscito da Paypal con oltre 200 milioni di dollari cash e li ha rischiati tutti nelle sue successive imprese, arrivando vicinissimo a perderli tutti, nonostante questo, ha preso anche gli ultimi milioni che teneva come ancora di salvataggio e li ha investiti in ciò che credeva.

Poteva benissimo fallire e passare da essere milionario a povero in un attimo, quanti lo avrebbero fatto, quanti avrebbero agito come lui?

Il mondo gli ha dato ragione ed ora è bilionario, ma come fa una persona ad avere questo coraggio, questa determinazione?

Ha la convinzione di meritarsi il successo, sa che non fallisce lui ma solo la sua implementazione dell’idea, la sua realizzazione pratica:

sa che anche senza un dollaro rimasto è in grado di ripartire, la sua mente è pronta a fare quello che deve per provarci un’altra volta.

 

 7) Il povero ha smesso di apprendere…

      il Ricco sa che non si finisce mai di imparare.

La maggior parte della gente smette di crescere mentalmente il giorno che finisce la scuola o al limite appena imparate le basi del lavoro che fa, solo poche persone riescono a mantenere una mentalità aperta da eterni studenti per tutta la vita.

Questo è il motivo per cui il ricco ha grandi librerie, niente è più economico dei libri per imparare, ma la sua voglia di sapere non si ferma certo ai libri.

La mente Ricca fa domande intelligenti, vuole sapere di più, è aperta curiosa, sa di non sapere e quindi prende ed assimila lezioni da qualsiasi persona o situazione:

la mente povera vive di pregiudizi e luoghi comuni, quella ricca testa le ipotesi e vede se sono vere oppure no, non si lascia imbrogliare dall’abbiamo sempre fatto così.

Chi è riuscito a sviluppare una mentalità da ricco investe su se stesso:

nessun libro è troppo costoso, nessun corso è inutile, nessun esperienza è da buttare, la mente Ricca sa che deve tenersi allenata, contaminata continuamente da nuove idee e soluzioni per rimanere al passo con i tempi e produrre nuove idee da sperimentare.

Provate a raccontare ad un vostro conoscente che avete comprato un corso online di miglioramento personale:

dalla sua reazione e risposta capirete subito se ha una mente povera o ricca.

Se vi chiede quanto costa e rimane sbalordito dai cento-mille-diecimila euro che avete gettato al vento, o meglio regalato ad un furbone della rete, potete essere ragionevolmente sicuri che ha la mentalità del povero.

Quando vuole subito sapere in che modo vi ha aiutato, migliorato, come era strutturato ecc. ecc. e solo dopo chiede il prezzo, ci sono buone probabilità che ha una mentalità ricca:

il prezzo lo chiede perché sta valutando dalle vostre risposte se farlo anche lui oppure no, se gli può essere utile in questo momento o in uno successivo.

 

 7+1=8) La mente povera scambia il tempo con i soldi…

   il Ricco cerca il prima possibile di scambiare i soldi con il tempo degli altri.

Questo potrei anche fare a meno di spiegarlo, tu che mi leggi ormai ha capito fin troppo bene quanto il tempo sia una risorsa limitata e finita, mentre i soldi sono praticamente illimitati ed infiniti.

L’uomo dalla mentalità povera pensa che i soldi siano pochi, in fondo il suo corrente è vuoto, perché dovrebbe pensare diversamente.

Crede anche di avere a disposizione tutto il tempo del mondo, altrimenti non si spiega perché continui a sprecarlo giorno dopo giorno ed a scambiare il suo prezioso ed unico tempo per una commodity quale sono i soldi.

Chi ha la mentalità ricca, sa che il tempo è il bene più prezioso in assoluto ed è bene usarlo per progetti in cui il ritorno monetario sia protratto nel tempo:

vendere il proprio tempo un tanto all’ora non solo è sbagliato dal punto di vista economico finanziario è anche veramente desolante, veramente triste.

 

Mentalità Ricca-povera: Quanto vale il tuo tempo…

Cioè te mi vuoi dire che il tuo tempo vale 10 euro l’ora, fossero anche 15 o venti poco cambia, sempre un valore infimo è!

Immagina, hai ormai 70 anni passati e un angelo o un diavolo ti ha appena detto che puoi vivere qualche ora in più, però devi pagare ogni ora…

Faresti un’offerta di dieci euro?

Prometti 15 o venti euro per vivere qualche ora in più?

Oppure prometti tutto quello che hai e sei disposto a fare pure dei debiti per rimanere vivo ancora un altro po’?

Adesso vendendo il tuo tempo in cambio di soldi stai svendendo preziose ore della tua vita che non potrai mai riacquistare!

 

Lavorare tutti, lavorare di meno, lavorare gratis…

Il Ricco è disposto come abbiamo visto pure a lavorare gratis quando serve per imparare o altre cose veramente importanti, perché sa che se il suo progetto avrà successo il ritorno economico sarà enorme ed in più lo avrà scollegato dalle sue ore lavorate.

C’è anche un altro fattore che approfondirò in seguito:

un lavoratore autonomo non dovrebbe mai e dico MAI farsi pagare un tanto all’ora, danneggia se stesso ed il cliente per cui lavora, anche quando il suo impegno è massimo.

Detto questo veniamo ai tanti che lavorano come operai ed impiegati venedo pagati per il tempo speso:

la schiavitù è stata abolita solo quella a tempo pieno, quella delle quaranta ore a settimana è ancora ben viva e vegeta!

Ve ne sono molte altre di differenze tra chi ha una mentalità da ricco e chi invece ha un cervello da povero, ma per il momento, per riflettere, per capire come quello che pensiamo ci porti a certi risultati di successo, invece di una vita mediocre dove vendiamo il nostro tempo per gli obiettivi ed i traguardi di un’altra persona, credo sia sufficiente.

Mente Ricca Mente Povera e quella triste cosa che è la pensione…

Mi mancano solo sette anni e poi pensione, yuppi!

Ho inziato a 16 anni a lavorare e quindi con la nuova legge ancora pochi anni e sono in pensione, yuppi yuppi!

Ho cinquant’anni quindi se non cambiano niente tra i 15 ed i 25 anni sono in pensione a godermi la vita, yuppi yuppi yuppi!

Chi pronuncia una delle tre frasi sopra o versioni simili puoi pure scommettere sopra che ha al 100% la mentalità da povero.

Ho ascoltato molte persone uomini che poco più che trentenni, non voglio nemmeno dire di chi già segna 40 o 50 di anni, che facevano i calcoli sulla pensione e quando potranno incassare senza fare un bel niente:

potranno davvero godersi la vita!

 

Qualcuno non ha tutte le rotelle al loro posto, anzi non le ha per niente, hai dei sassi al posto dei neuroni!

Questo fatto mi ricorda molto il paradiso musulmano:

per essere un buon seguace del Corano devi astenerti dal bere e dal fare sesso senza procreare:

In questa vita devi astenerti!

Quando finalmente un poveruomo che non ha mai potuto bere un goccio o fornicare qualche donna, tira le cuoia, ecco che in paradiso vi sono leggi diverse:

hai settantadue vergini pronte tutte per te e i fiumi sono pieni di alcol con cui stordirsi e poi tornare a fare sesso di nuovo.

un ciclo infinito di piacere che ripaga dell’astinenza(senza motivo) terrena.

 

Mentalità da ricco e la pensione:

Non ricordo una sola persona da me conosciuta con mentalità da ricco che abbia mai nominato neanche per sbaglio la parola pensione.

Perché dovrei preoccuparmi della pensione:

se il cervello funziona ancora qualcosa inventerò, pensa il ricco, oppure avrò fatto/creato per allora tanti soldi e rendite che cosa me ne frega degli spiccioli per il caffè che è la pensione.

Non è un problema solo di soldi, quelli sono un sottoprodotto, è fiducia nelle proprie capacità di adattamente ed in ultima analisi della propria intelligenza:

qualunque sia il modo di guadagnare tra 10-20 o anche 30 anni, con cervello funzionante troverò o sarò in grado di creare la mia strada verso il successo.

Il povewro pensa l’opposto:

se tutta la vita ho galleggiato al limite, appena l’età aumenta mi sarà difficile rimanere aggiornato o desiderato dalle persone-imprese che assumono.

Ecco allora che per lui la pensione diventa importante, in fondo tutta la vita ha fatto il meno possibile e non parlo di lavoro, intendo sfruttare il meno possibile quello che distingue l’uomo dalle scimmi:

la capacità di pensare, l’intelligenza.

Quando è il giusto momento per abbandonare la mente povera e sviluppare una mentalità da ricco?

Se hai più di 25 anni il miglior momento era come minimo venti anni fa, il secondo miglior giorno -momento è oggi, ora, adesso in questo esatto secondo!

Non è mai tardi per spostare il nostro modo di pensare verso l’abbondanza, verso la ricchezza:

certo aver iniziato il primo giorno di lavoro o di scuola superiore era meglio, molto meglio:

non posso tornare indietro nel tempo è inutile piangere sul latte versato, non rimandare a domani, comincia oggi e scoprirai come puoi ottenere risultati impensabili da tutti coloro che ancora annaspano nella mentalità da poveri.

Max

max(at)bartamax.com

www.BartaMax.com

 

Note:

ottenere quello che desideriamo* = Il meccanismo è noto dai tempi antichi ed anche senza scomodare i mistici che dicono che la mente crea la realtà, alcune ricerche hanno provato come chi scrive i propri obiettivi su carta, quindi sa bene cosa vuole, arriva a guadagnare 100 mille volte di più rispetto a chi non l’ha fatto.

 

Fonti su Words Gap:

http://www.wvearlychildhood.org/resources/C-13_Handout_1.pdf

https://news.stanford.edu/news/2013/september/toddler-language-gap-091213.html

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/desc.12019

https://www.theatlantic.com/education/archive/2014/10/american-kids-are-starving-for-words/381552/

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