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Ciao sono Max la persona vera dietro a BartaMax.com, dove racconto la mia storia, in modo da sciogliere dubbi e paure che alcuni hanno prima di buttarsi sul web, quale che sia il loro obiettivo.

Nato nel millennio ormai passato, amo le destinazioni lontane, osservare e comprendere culture differenti; ho un lavoro che presto cambierò(sarete i primi a saperlo) e non mi arrendo mai.

Uso le difficoltà di ogni giorno per diventare una versione ancora migliore di me stesso,

Una versione che raggiunga il Proprio Unico Successo personale che identifico in una vita libera da impegni che devo fare controvoglia in un posto di lavoro che non è certo il mio ideale di vita.

Una Versione libera finanziariamente e quindi in grado di vivere la propria vita al massimo

Successo Personale

caratteristiche positive uomo
Business Plan 2061633 1920

Lean Startup 2018: come passare dalla teoria alla pratica.

Il Business Plan come libro di fantascienza, anzi come una storia di fantasy piena di Draghi e consumatori irreali.

Per decenni il predominio dei Business Plan è stato quasi assoluto ed ancora oggi molti si divertono a scrivere storielle irreali al chiuso del loro caldo ufficio, prendendo spesso dati da altri che hanno seguito il loro stesso sistema.

Cosa presuppone un Business Plan?

Sapere in anticipo di 3-5 anni, che è di solito il tempo considerato, quanto spenderò, quanto compreranno i miei clienti e quindi quali saranno i miei redditi futuri nell’arco di questi 5 anni.

Ma stiamo scherzando, questa è follia, non fantasy!

Sfido chiunque che non produca carta igienica a sapere con esattezza quali saranno le sue vendite tra cinque anni(nemmeno i produttori di carta lo sanno ad essere pignoli, c’è la concorrenza e forse il prossimo telefono potrebbe fare pure quello, visto che al bagno già ce lo portano tutti…).

Normalmente come abbiamo visto nella prima parte, i costi raddoppiano e i ricavi si dimezzano quando va bene:

poco importa quando il business plan è fatto con i soldi di qualcun altro, quando lo facciamo con i nostri evitare, evitare, evitare sempre.

The Lean Startup come sistema di sopravvivenza.

Difficilmente un qualsiasi piano di lungo termine costruito su castelli di ipotesi, regge al confronto con il consumatore cliente che dovrebbe essere conquistato dal prodotto costruito.

The Lean startup è un modo completamente diverso del creare prodotti servizi, mentre dopo verranno venduti diciamo da “imbroglioni” onesti:

ancora prima di iniziare a fare qualcosa, la vogliamo avere già venduta, o per meglio dire, vogliamo essere certi che la venderemo.

Il problema abbiamo detto non è fare un qualsiasi prodotto servizio, ma capire se c’è gente disposta a spendere dei soldi per ciò che facciamo, tutto il resto sono chiacchiere e distintivo…

Il primo passo come nel vecchio sistema è avere un’idea, o meglio l’idea:

raramente o per essere più precisi la prima idea è quella giusta, di solito è una tavanata galattica unica a cui non sappiamo come ciò succeda, ma abbiamo ritenuto in una fase iniziale che potesse essere remunerativa.

L’idea diventa Minimum Viable Product

A questo punto si costruisce un minimo prodotto vendibile, cioè un prototipo del prodotto servizio e tentiamo di venderlo, o lo facciamo usare gratuitamente, o paghiamo qualcuno per usarlo:

il come non importa, l’importante è che venga testato dai consumatori potenziali clienti il prima possibile.

Questa fase che a seconda dei casi può essere ripetuta anche varie volte è cruciale:

ci fornisce i dati su cui basarci per definire il prodotto andando incontro alle reali esigenze, oppure ci dice che la nostra idea è davvero la tavanata galattica che sembrava ed è meglio smettere subito.

In buona parte dei casi di successo ci fa capire che magari la nostra idea è sbagliata, ma una sua sfumatura, una piccola cosa collaterale che non consideravamo è un bisogno reale del cliente e quindi pagherebbe per risolverlo.

Spesso nemmeno il cliente sa cosa pagherebbe e acquisterà ad occhi chiusi e cosa invece non comprerà mai, pure se gli è super utile.

Dopo il test abbiamo i dati, vediamo di usarli.

Dai feedback avuti con gli utenti/consumatori decidiamo come va modificata l’idea originaria, se può essere modificata o caso unico al mondo, l’idea va bene come era in partenza.

Nella maggior parte dei casi dovremo modificare l’idea e creare un nuovo MVP Minimum Viable Products.

Il ciclo continua ripresentando il nostro nuovo MVP ai consumatori finali per avere nuove informazioni, le quali saranno la base per una nuova decisione:

produrre, modificare l’idea, abbandonare ecc. ecc.

Maggiore è la velocità, minore è lo spreco di tempo e di denaro necessario per le tre fasi:

Idea/Ipotesi = crea MVP

Misura MVP = Analizza i Dati ottenuti

Impara = Nuove ipotesi con cui far ripartire il processo

Com’è bella questa cosa Max, quanto mi piace…

Ma in pratica a che mi serve, mica ho una startup io, voglio solo sbarcare il mese con qualche euro in tasca.

Serve perché qualsiasi lavoro occupazione, progetto sul web e non tu voglia iniziare, questo è il metodo più efficiente per non prendere degli scapaccioni colossali nella nuca e soprattutto nel portafogli.

Non solo salva denaro e ancora più prezioso tempo, ma permette quasi sempre di individuare delle nicchie redditizie su cui lavorare e quindi guadagnare.

Facciamo come sempre un esempio che si capisce meglio.

Arcibaldo è diventato bravo ad addestrare i cani a riportare le ciabatte al padrone, quindi decide di creare la sua piccola ditta per vendere questo servizio che struttura così:

un’ora al giorno per 15 giorni ed il vostro cane diventerà il vostro portaciabatte a comando!

il tutto solo per 99 euro!

Nell’ipotesi classica dovrebbe aprire la ditta, farsi pubblicità, sperare che i clienti arrivano e tante altre belle cosette che occupano tempo e costano denaro.

Il tutto per scoprire che nessuno vuole il suo servizio di cane addestrato da ciabatta.

Arcibaldo non sa perché la gente non vuole il suo servizio:

sarà il prezzo troppo alto?

Le ciabatte puzzano troppo ed il cliente si sente in imbarazzo?

Dopo vari tentativi infruttuosi e molto tempo e denaro buttati deve abbandonare l’idea.

Come avrebbe agito Arcibaldo secondo i principi della Lean Startup?

Intanto inizia ad offrire gratis il suo servizio a qualche amico che ha il cane, in modo di capire le problematiche collegate.

Ad esempio potrebbe immediatamente scoprire che non è il prezzo a spaventare i possibili clienti quanto la durata dell’impegno:

per 15 giorni devono dare e riprendere il cane ad una certa ora.

Arcibaldo capisce che non sta facilitando la vita ai suoi clienti, ma glie la sta complicando:

è il momento giusto di fare Pivot(cambiare direzione in gergo startuppesco…).

Scopre anche che sono le persone benestanti quelle che comprerebbero il suo servizio se non ci fosse il problema dell’impegno lungo, noioso e limitante, inoltre queste persone sono in giro spesso e quindi proprio non gli viene bene.

Arcibaldo che nonostante il nome stupido non è, visto quello che ha scoperto, ha una nuova idea e la vuole testare.

Arcibaldo contatta una pensione per cani di lusso e s’informa su che prezzo potrebbero fargli se costantemente gli porta lavoro durante l’anno.

Ed ecco quindi la nuova idea/ipotesi da testare:

Devi assentarti da casa, non sai a chi lasciare il tuo cane di razza?

Con soli 999 euro te lo teniamo noi come un re per 15 giorni e gli insegniamo anche a dare la zampa, portarti le ciabatte e salutare in greco antico.

Con questa nuova offerta si presenta dai potenziali clienti e subito il 20% di essi gli lascia un acconto perché devono andare in settimana bianca e l’offerta capita giusto in tempo.

 

Lasciamo Arcibaldo ed i suoi cani che abbaiano citando Platone e torniamo a noi:

abbiamo visto come funziona un primo giro del sistema Lean Startup, ma spesso ne sono necessari più di uno per riuscire a trovare l’idea giusta con la formula giusta di vendita.

Idea trovata, soldi che arrivano, grazie Lean Startup ed a risentirci!

No, non funziona proprio così, o meglio lo possiamo anche fare, ma gettiamo alle ortiche tutto il potenziale di dati, informazioni e feedback che ha un’impresa nello svolgersi della sua attività.

Continuando ad usare questo meccanismo, questo metodo di raffinare la nostra offerta, il nostro prodotto con i dati che arrivano, permette di scoprire sempre nuove possibilità ed individuare in anticipo rispetto a chi non lo fa, eventuali mutamenti e nuovi bisogni del mercato a cui stiamo vendendo.

E tu cosa aspetti a testare le tue idee?

Max

max@bartamax.com

 

P.s.

Per semplificare l’esempio ho messo che Arcibaldo sa già addestrare i cani a portare le ciabatte al padrone di casa(di solito la moglie…).

Nella realtà e seguendo lo spirito della Lean Startup potrebbe non essere capace:

imparerà dopo solo se il servizio addestramento cane serve a vendere il prodotto.

Nel caso che non serve, perché alla fine vende solo la pensione per cani o cucce termoriscaldate con ionizzatore d’aria programmabile, si risparmierà la noia ed il tempo necessario ad imparare.

 

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